Il Bari di Moreno Longo si prepara a sfidare il Catanzaro di Fabio Caserta. La sfida si preannuncia interessante dal punto di vista tattico, con due filosofie di gioco differenti che si confronteranno sul campo. Ma quali saranno gli aspetti chiave che potrebbero decidere la partita?
Il Catanzaro è una squadra che adotta stabilmente il 3-5-2, un sistema che garantisce compattezza difensiva e ampiezza nella manovra offensiva. Al Bari abbiamo visto alternare il 3-4-2-1, con due trequartisti dietro la punta centrale e il 3-5-2. È aperto quindi innanzitutto il ballottaggio tra i due moduli nella scelta di Longo di mettersi a specchio, osando di meno, o più verticale per provare a offendere.
L'avversario. La squadra di Caserta costruisce dal basso, coinvolgendo spesso il regista (Petriccione), mentre i quinti (Situm e Quagliata/Cassandro) spingono per creare superiorità numerica sulle fasce e allargare il gioco, con sovrapposizioni continue. Il Bari dovrà decidere se pressare alto per interrompere questa costruzione o se attendere per ripartire in contropiede.
Pericolo sulle fasce. Il Bari dovrà prestare particolare attenzione quindi alla fase difensiva sugli esterni, con Dorval e Oliveri chiamati a un doppio lavoro di copertura e spinta. Se i biancorossi riusciranno a limitare l’influenza degli esterni, togliendo rifornimenti agli attaccanti, potranno spezzare una delle principali fonti di gioco avversarie.
Il pericolo numero uno si chiama Pietro Iemmello, il vero fulcro offensivo del Catanzaro che guida il peso dell’attacco. Oltre a essere un finalizzatore, è bravo a giocare di sponda e a coinvolgere i compagni. Biasci, Pittarello o La Mantia, partner d’attacco, si muovono in profondità per creare spazi. La difesa del Bari dovrà essere aggressiva negli anticipi per limitare Iemmello e impedire che faccia salire la squadra. Si prevede un duello con tutta la difesa biancorossa.
Come far male? Il Bari potrà sfruttare le transizioni veloci e gli spazi concessi dal Catanzaro quando perde il possesso. La squadra di Caserta, pur compatta in fase di non possesso con un 5-3-2, può soffrire le verticalizzazioni rapide, specialmente se i mediani vengono superati dalla prima pressione. In caso di doppio trequartista, Falletti e Pereiro avranno un ruolo cruciale nel trovare gli spazi tra le linee, mentre la velocità di Dorval e Oliveri sulle fasce potrebbe essere la chiave per sorprendere i calabresi con ripartenze rapide.
Centrocampo zona decisiva. Il Bari dovrà trovare il giusto equilibrio tra pressing e copertura. Il Catanzaro costruisce molto dal centro, con Pontisso e Pompetti che si alternano negli inserimenti senza palla. Per i biancorossi sarà fondamentale il lavoro di Maita e Benali nel rompere le linee di passaggio e impedire la fluidità di manovra avversaria. Un pressing ben organizzato potrebbe mettere in difficoltà la costruzione calabrese, ma bisognerà fare attenzione a non lasciare scoperti troppi spazi.
Contro il Catanzaro si prevede quindi una sfida che si giocherà sui dettagli e sull’interpretazione tattica. I biancorossi dovranno limitare l’ampiezza degli ospiti e sfruttare le transizioni per colpire. Se la squadra di Longo riuscirà a innescare rapidamente i suoi uomini chiave, potrà mettere in difficoltà un Catanzaro solido ma non esente da punti deboli. Sarà una battaglia di nervi, equilibri e, soprattutto, concretezza sotto porta.
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