Il Bari è tornato in Serie B a quattro anni dal fallimento. Una categoria che meglio si addice alla piazza barese, che nel corso della sua ultracentenaria storia ha vissuto per ben 50 stagioni. Continua oggi il nostro viaggio nella storia che proverà a far rivivere questi campionati, segnati dalla gioia di una promozione alla tristezza di una retrocessione, ma anche dalla felicità di una salvezza raggiunta miracolosamente alla rabbia per un sogno svanito sul più bello. Dopo lo scorso episodio che trattava la stagione 1987/88, facciamo un salto in avanti fino alla stagione 2001/02.
Ancora una volta il Bari riparte da una retrocessione dalla Serie A. I galletti hanno chiuso all'ultimo posto con soli 20 punti e devono ripartire per l'ennesima volta nella loro lunga storia dal secondo livello del calcio italiano. Il Bari ricomincia senza Cassano, venduto qualche mese prima alla Roma, e Daniel Andersson, ceduto al Venezia dopo un buon triennio in biancorosso. Dicono addio anche Perrotta, che firma col Chievo, e Phil Masinga, che saluta la Puglia per gli Emirati Arabi.
Matarrese e Regalia decidono di puntare su Lello Sciannimanico in panchina, dopo le vittorie negli anni passati del Viareggio e Campionato Primavera. La punta di diamante della squadra è Gionatha Spinesi, che dopo tre annate in Serie A col Bari in cui vestiva i panni dell'attaccante di scorta, ora assume il ruolo di punto di riferimento. Confermato in porta Gillet dopo la discreta annata in massima serie, come il capitano Neqrouz e Bellavista a centrocampo. Fiore all'occhiello il giovanissimo D'Agostino, arrivato dalla Roma nella trattativa per Cassano.
La scommessa Sciannimanico però non paga. Dopo dieci giornate segnate da 5 ko, 2 pari e 3 vittorie, Matarrese decide per l'esonero del tecnico barese. Al suo posto Regalia sceglie Attilio Perotti, reduce dalla salvezza l'anno precedente in A col Verona. Malgrado il cambio di guida tecnica, i biancorossi continuano a essere discontinui, alternando vittorie e sconfitte. Non bastano i 15 gol di Spinesi, che sotto porta è una forza della natura, e neanche l'arrivo a gennaio del barese doc Checco Palmieri, bandiera del Lecce. I galletti chiudono al sesto, con un -14 dal quarto posto (che a quel tempo valeva la A) dell'Empoli.
Con i biancorossi allora in vacanza nelle ultime partite, l'interesse per il campionato è sulla lotta salvezza. All'ultima giornata c'è un decisivo Bari-Ternana. Le fere arrivano al San Nicola con un disperato bisogno di punti per mantenere la categoria. Di contro il Bari gioca solo per non sfigurare. In uno stadio deserto, i biancorossi disputano una partita encomiabile tra lo stupore degli ospiti, che si aspettavano tutt'altro furore agonistico. Il Bari passa in doppio vantaggio con le reti di Spinesi e Mazzarelli, mentre la Ternana, tra risse e nervosismo, riesce solo ad accorciare con Adeshina. Al triplice fischio arriva la retrocessione per gli umbri in Serie C, anche per una serie di risultati sfavorevoli (alla vigilia difficili da pronosticare) dagli altri campi. Un episodio che in Umbria hanno segnato in rosso e che ha creato ufficialmente la ruggine con la squadra rossoverde.
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