Per la terza stagione di fila l’ex difensore del Bari, Alessandro Del Grosso, è stato il protagonista della nostra rubrica "La sciabolata", in cui ha analizzato tutte le gare e le dinamiche relative alla formazione biancorossa. Un’annata incredibilmente entusiasmante, conclusa con l’amarezza per la mancata promozione in Serie A, sfumata solo per una rete di Pavoletti al 94’ nel ritorno della finale playoff. Di seguito una raccolta delle dichiarazioni più interessanti.
La crescita della squadra: "Questo Bari a me piace, è sempre propositivo e voglioso di giocare. Non manca qualche momento di sofferenza ma vedo diversi aspetti in miglioramento sia a livello tattico che in transizione. (...) E' una bella squadra da vedere, i giocatori si muovono continuamente e sono propositivi, ci si affida prima ai reparti e poi ai singoli. Tutte le giocate sono provate e riprovate. La mentalità poi è chiara, quella di non mollare niente. (...) Il Bari si esprime e sa soffrire. Merito di società, allenatore, e di un gruppo eccezionale e granitico".
Pensiero lungimirante su Cheddira: "Se continua così rischia davvero di essere convocato per il Mondiale. E' una bella cosa, tutti devono esserne felici anche se il Bari lo perderebbe per almeno un mese. Poi ci sono sempre delle incognite quando si va in Nazionale perchè ci si allena in modo differente e bisognerà vedere come torna".
Promosso il lavoro di Mignani: "E' il primo tassello di questi successi. In una piazza così importante e blasonata ha trasmesso la sua mentalità. Cerca sempre di avere il pallino in mano e di governare la partita. Non riesce mai a dare punti di riferimento agli avversari. Grazie a lui i giocatori sono sempre motivati, vogliosi e non ci sono inamovibili. (…) Definirei il Bari camaleontico, non ha solo un modo di giocare. E’ questione di mentalità, sono una squadra brava a cambiare e ad adattarsi a questo atteggiamento. Vuol dire essere gruppo e saper soffrire insieme. (...) Mignani ha ancora una volta dimostrato di aver ragione. Quando i cambi non funzionano c’è gente che critica troppo, chiacchiere che vengono fuori solo quando si perde. In questa stagione ha sempre inciso positivamente nelle scelte a gara in corso".
Parole di grande stima verso Antenucci: "Sono contento che stia continuando a segnare e a portare in alto questo Bari. Sta confermando le scelte della società effettuate 2 anni fa, quando qualcuno pensava che se ne dovesse andare. E’ un leader della squadra, come Di Cesare, lo dico da tempo. Anche nei momenti difficili ci hanno sempre messo la faccia. (...) Lo stimo molto, ha carattere. Rimane il giocatore simbolo. Non si è mai lamentato per il poco spazio, anzi sempre dato il massimo quando impiegato. Per questo è un esempio per i giocatori che si credono prime donne. (...) Dalla carriera ha avuto tanto ma ha ancora grande voglia e non tira mai indietro la gamba. In questa stagione ha battuto rigori pesanti, se sbagli ti gira tutto contro. Lui lo sa e non ha paura".
Le ambizioni della squadra ed il salto di qualità: "Lo dico da un po’ e continuerò a farlo anche se nelle prossime dovesse andare male. Il Bari è una squadra da primi posti, per certi versi 'solo' la qualificazione ai playoff potrebbe addirittura stargli stretta. La squadra è forte sia a livello tecnico-tattico che nel livello di comprensione con mister e tifoseria. (...) Con tutto il rispetto per il Frosinone, il Bari gioca anche meglio. I ciociari sono molto più cinici. Se vedi i biancorossi, vedi sempre una bella partita. (...) Per quello che sta facendo, il Bari merita la promozione diretta. Purtroppo il Genoa fa sempre risultato. La differenza tra le due squadre non è solo negli obiettivi di inizio stagione, dove una puntava a salvarsi e l'altra a vincere il campionato, ma anche nei costi di gestione. Il Bari ha acquistato diversi giocatori dalla Serie C mentre i rossoblu nessuno, anzi quasi tutti dalla massima serie italiana o estera, affidandosi ad elementi già fatti. I galletti hanno puntato su gente meno conosciuta che si sta rivelando forte come quella che ha giocato anche in categorie superiori".
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