Cara redazione di Tuttobari, cari tifosi del Bari, ieri abbiamo assistito all'incontro tra Antonio Decaro e i tifosi del Bari, mentre sullo sfondo il tifo organizzato ha messo in scena un piccolo corteo fuori dal Teatro Abeliano, luogo dell'incontro con l'ex sindaco. Il tema centrale è stato, inevitabilmente, la multiproprietà. Decaro si è assunto la responsabilità della scelta fatta nel 2018, invitando Aurelio De Laurentiis a "vincere e non solo partecipare". Nel frattempo, la tifoseria biancorossa si trova sempre più divisa in due blocchi distinti e questa cosa va detta senza timore.
Da un lato, i gruppi organizzati che continuano la loro contestazione pur frequentando lo stadio, insieme ai settemila abbonati e ai restanti paganti.
Dall'altro, coloro che hanno scelto di non abbonarsi per la prima volta dopo decenni e che ritengono che la diserzione sia l'unico strumento efficace per manifestare il proprio dissenso.
La domanda cruciale è: disertare o no?
Nei giorni scorsi, ho posto questa domanda anche durante una diretta Facebook con Max Boccasile. Le risposte sono state varie: dal sì, al no, fino all'ormai frequente "ognuno faccia ciò che vuole" come nel caso di Michele Salomone, che sa tanto di una mancata presa di posizione. Eppure, sembra quasi che si abbia una certa paura di parlare apertamente di una possibile diserzione. Perché? E perché tanti tifosi stanno già scegliendo di non andare più allo stadio?
Non si tratta solo di contestare una brutta prestazione, un allenatore o un presidente che non investe come nel caso dei Matarrese. Si tratta di qualcosa di più profondo: un malessere diffuso, una stanchezza generale nel sentirsi presi in giro. Disertare significa aver toccato l'ultima spiaggia, il punto di non ritorno. Per molti questo punto è stato già raggiunto e le principali motivazioni dietro questa scelta sono state:
Le mancanze di rispetto della proprietà nei confronti della città e della tifoseria. Le dichiarazioni offensive e l'idea che la Serie B debba essere considerata un traguardo per una piazza storica come Bari. Quindi la mancanza di un progetto ambizioso che punti realmente alla vittoria.
L'essere di fatto diventati un vivaio del Napoli, senza un'identità propria con le conseguenti scelte di mercato mediocri, fatte di troppi prestiti e la maggior parte a ridosso dell'inizio del campionato. Squadre assemblate ogni anno da zero, senza un gruppo coeso e senza la possibilità di costruire una vera mentalità vincente.
La sensazione di essere "condannati alla mediocrità" per servire gli interessi di un imprenditore che nulla ha a che vedere con la nostra storia.
Se non si diserta ora contro la multiproprietà, quando? Pensare che non serva a nulla è sbagliato perchè anche se non portasse a risultati immediati, verremmo ricordati come la tifoseria che si è opposta a un sistema ingiusto. Avremmo un impatto mediatico immediato. Uno stadio vuoto sarebbe un messaggio forte alla proprietà ma soprattutto alla Lega B, alla FIGC. La perdita di introiti per la società e minori incassi da biglietti e merchandising potrebbero comunque aumentare la pressione sulla dirigenza. Sarebbe una dimostrazione di unità e coerenza della tifoseria che manderebbe un segnale chiaro e inequivocabile, entrando nella storia per la propria lotta contro la multiproprietà.
Bari ha dimostrato di essere una delle piazze più calde d'Italia: 60.000 spettatori in una finale playoff di Serie B, quest'anno abbiamo il record di presenze in trasferta. Nessuno potrà mai toglierci questa passione. Ma allora, di cosa abbiamo paura? Abbiamo paura o forse ci sono altri interessi dietro al fatto che giornalisti, capi ultras e politici non prendano posizione sulla diserzione? Anche i giornalisti, avranno il loro ruolo importante perché una mancata visibilità della protesta se non adeguatamente supportata dai media, potrebbe essere ignorata o ridimensionata. Serve unione di intenti. Ultras, giornalisti e politici devono indicare una via al resto della tifoseria, fare chiarezza e mettere da parte gli interessi personali. Io non ne ho, la mia è solo passione e forse è per questo che parlo così.
Che si scelga di disertare o di continuare a seguire la squadra, ciò che conta è che la tifoseria resti unita e determinata nel suo obiettivo, e cioè porre fine alla multiproprietà e restituire dignità alla SSC Bari. Ed è importante sottolineare che il mantenimento dello status quo e cioè di andare allo stadio senza una chiara strategia di protesta potrebbe rafforzare la posizione della proprietà. Ognuno è libero di fare la propria scelta, ma ciò che non deve accadere è restare indifferenti. Stiamo vivendo una tragedia sportiva resa possibile da quella che dovrebbe essere la FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), che non si rende conto di quanto questo tutto questo sia eticamente e moralmente sbagliato e di quanto questo faccia allontanare le persone dallo sport e dal calcio. Per questo ho creato una petizione contro la multiproprietà, che sarebbe opportuno che voi sponsorizzaste. C'è una battaglia da portare avanti, coraggio, facciamolo insieme.
Firma la petizione https://chng.it/ySvSbKKKvd
Marco Centanni
Scrivi anche tu le tue impressioni sul Bari all' indirizzo e-mail laletteradeltifoso@tuttobari.com
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